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La Galleria Nazionale di Palazzo Corsini a Roma: un percorso virtuale

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di Angela Negro, Silvia Pedone

 

ABSTRACT: How can the Corsini Gallery, a Museum of historical significance, make itself know to a larger public and share its rich artistic patrimony? A website of the Corsini Gallery will guide visitors through high-definition representations of all artwork on display at the museum. The art-historical experience will hopefully prompt a non-virtual visit with a better understanding of the Corsini’s true value.

 

La Galleria Nazionale di Palazzo Corsini a Roma costituisce, nel novero dei musei romani, un caso piuttosto singolare: da un lato essa si presenta al pubblico come una perfetta collezione   settecentesca romana, ospitata nel palazzo che gli stessi Corsini fecero ampliare e decorare - dunque un insieme di straordinario fascino che convive, come ai tempi del cardinal Neri Corsini, con l’attigua biblioteca storica e con il vasto giardino che si protende verso il colle Gianicolo - dall’altro è forse uno dei musei statali della capitale tra quelli meno frequentati dal vasto pubblico.

La motivazione principale di un tale stato di cose è da ricercare non tanto, come si è detto in passato, nella posizione decentrata del Palazzo Corsini rispetto ai percorsi turistici più consueti - il palazzo è ubicato nel popolare quartiere di Trastevere - ma piuttosto è da individuare nell’offerta straordinariamente ampia e variegata di percorsi culturali e storico-artistici che un visitatore può trovare in una città ricca di arte e storia come Roma.

Tuttavia, nella città papale, le cosiddette “collezioni di palazzo”, poi trasformate in musei pubblici o privati, non sono poi così tante. Ne esistono almeno altre cinque, tutte legate alle più importanti e nobili famiglie della città di Roma (Borghese, Spada, Pallavicini, Doria e Colonna) ma nessuna di queste condivide con la Galleria Corsini un’apertura ad orario continuato (8.30-19.30), dal martedì alla domenica, e con un costo del biglietto tra i più bassi (5 euro) a dispetto del numero elevato di opere fruibili (oltre 300 sono esposte nelle otto sale che formano oggi il percorso di visita), senza ovviamente parlare della godibilità assoluta del contesto, immerso nel verde dell’orto botanico (un tempo i giardini del palazzo stesso) e nell’elegante contesto urbano di via della Lungara, la “via lunga” che collegava la zona di Trastevere al vicino Vaticano..

Non è da dimenticare però che Roma è quotidianamente percorsa, ma potremmo ben dire, metaforicamente, “consumata” da un pubblico sempre più spesso “mordi e fuggi” che visita la città eterna in soli due-tre giorni (un week-end), selezionando, di preferenza, quei luoghi che accorpano un numero maggiore di opere e con uno spettro cronologico più ampio (potremmo dire quasi manualistico) come i Musei Vaticani, la Basilica di San Pietro e il vicino Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, quando non si preferisce ri-percorrere la storia più antica dell’urbe, come in un Grand Tour dei nostri giorni, e ci si getta tra le meraviglie archeologiche dei Fori Romani e dell’anfiteatro Flavio.

Certamente il pubblico della Galleria Corsini, che negli ultimi anni si è cercato d’incrementare con diverse iniziative e aperture serali (...Era di Maggio, Musei in Musica, La Notte dei Musei ma anche presentazione di restauri e di libri) sino a raggiungere le trentamila presenze l’anno, resta sempre e comunque quello di intenditori raffinati, studiosi, studenti universitari, appassionati d’arte e collezionisti, molto spesso stranieri, che cercano tra le altre cose anche un luogo “fuori dal tempo” in cui rivivere i fasti del Settecento europeo.

 

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È tuttavia da riconoscere che la molteplicità di stimoli che un luogo come la Corsini offre, sia sotto il profilo artistico (i dipinti, i bronzetti e l’arredo Sei-Settecento) sia storico (le sale abitate dalla Regina Cristina di Svezia e le vicende legate ai moti patriottici del 1848), ben si presta ad essere oggetto di un’altra iniziativa, fortemente voluta e promossa dalla Soprintendenza del Polo Museale Romano, nella persona del Soprintendente Rossella Vodret e dalla Direzione del Museo stesso, vale a dire la realizzazione di “visite immersive”, ovvero di tour virtuali che possano presentare un patrimonio di inestimabile valore altrimenti sommerso sfruttando le nuove tecnologie, e di cui la Corsini costituisce una prima sperimentazione.

Attraverso un percorso virtuale, facilmente raggiungibile dal web (http//galleriacorsini.beniculturali.it/ sotto la voce “visita immersiva”) è possibile accedere alle splendide sale del palazzo settecentesco, muovendosi liberamente grazie all’uso del mouse, in modo da creare, di volta in volta, il proprio personale percorso di visita. Una mappa del museo, sempre presente nello schermo come icona guida del visitatore virtuale, offre la possibilità di visualizzare in ogni momento le informazioni tecniche di tutti i singoli dipinti (attualmente disponibili in italiano, francese ed inglese) e degli oggetti artistici che s’incontrano, consentendo così di approfondire la ricerca, di selezionare le occorrenze di un singolo autore presente con le sue opere nella collezione, e di incrociare i contenuti storico artistici messi a disposizione del visitatore.

Decisamente innovativa è poi la visualizzazione delle singole opere nel dettaglio, grazie anche ad efficace effetto zoom, che consente di vedere da vicino ed in ogni sua parte le opere; anche quelle che, nell’allestimento storico “a quadreria”, si trovano in una posizione non ottimale per una buona fruizione visiva. Inoltre l’esplorazione delle sale permette di osservare e sostare anche su quegli elementi d’arredo, come consolles, trompe l’oeil, lampadari, le singole parti ornamentali, solitamente trascurate nella normale visita: l’avvicinamento lenticolare fornisce un ulteriore  strumento per porre attenzione a dettagli non meno rilevanti e esteticamente apprezzabili.

La “visita immersiva” ha oltretutto il vantaggio valorizzare non solo i ben noti capolavori della pinacoteca, quali il Tritticodel Beato Angelico, il San Giovanni Battistadi Caravaggio, la Madonna del lattedi Esteban Murillo, le tele di Lanfranco, Rubens, Van Dyck ecc., ma soprattutto di far conoscere quegli autori poco noti o le opere di incerta attribuzione, consentendo pertanto un dibattito più vivace tra fruitore e museo e uno studio particolareggiato delle singole opere anche a chi non ha la possibilità di effettuare, nell’immediato, una visita in loco.

Il pregio di un simile sistema di fruizione al pubblico risiede inoltre nel fatto di poter effettuare delle vere e proprie ricerche su opere e autori presenti nella collezione, ciò grazie all’apposita stringa di consultazione e ricerca. Questo strumento stimola la curiosità del visitatore e suscita il desiderio di esperire personalemnte e non solo virtualmente le meraviglie del Museo.

Diversamente dalle analoghe iniziative messe in pratica soprattutto all’estero, la società Ad Hoc Modus, che ha realizzato questo sito utilizzando una complessa strumentazione grafica e fotografica, e garantendo alti standard di qualità, sia per la risoluzione delle immagini sia per la dinamicità del sistema adottato, sembra finalmente rendere giustizia ad un repertorio troppo spesso ingiustamente trascurato.

La bellezza stessa delle opere costituisce, a nostro avviso, la migliore e più efficace pubblicità per il vasto pubblico: rendere “visibile” e fruibile una tale collezione è l’operazione forse più consona alla valorizzazione del patrimonio pubblico. Infondo, con le parole di Ugo Foscolo, potremmo dire che “L’arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentarle con novità”.

 

IMMAGINI

Pagine web dal sito della Galleria Corsini

 

 

 
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